giovedì 30 aprile 2020

Corpo felice di Dacia Maraini


CORPO FELICE
Dacia Maraini

Editore: Rizzoli (novembre 2018)
Collana: Scala Italiani
Genere: Narrativa Contemporanea
N° pagine: 238


Una madre che non ha avuto il tempo di esserlo. Un figlio mai cresciuto. Tra di loro, i giorni teneri e feroci, sognati eppure vividissimi che non hanno vissuto insieme. E un dialogo ininterrotto che racconta cosa significa diventare donne e uomini oggi. A più di quarant'anni dai versi che hanno disegnato i contorni di un cambiamento possibile - "Libere infine di essere noi / intere, forti, sicure, donne senza paura" - Dacia Maraini riavvolge il filo di una storia tempestosa, quella al femminile, attraverso le parole di una madre a un figlio perduto, il suo, che cammina verso la maturità pur abitando solo nei ricordi. È così che l'immaginazione si fa più vera della realtà, come accade per tutte le donne che popolano i suoi libri - Marianna, Colomba, Isolina, Teresa - e sono arrivate a noi con le loro voci e i loro corpi. Corpi che non hanno mai smesso di cercare la propria via per la felicità, pieni di vita o disperati per la sua assenza, amati o violati, santificati o temuti, quasi sempre dagli altri, gli uomini. Ed è proprio a loro che parlano queste pagine. Agli occhi di un bambino maschio non ancora uomo. Per ricordare a lui e a tutti noi, sul filo sottile ma resistente della memoria, che solo quando l'amore arriva a illuminare le nostre vite, quello tra i sessi non sarà più uno scontro ma l'incontro capace di cambiare le regole del gioco.

La mia opinione

Che dire? Dacia Maraini non ha certo bisogno di presentazioni. È una delle più straordinarie scrittrici della letteratura italiana, dallo stile narrativo elegante e al tempo stesso diretto e crudo.
In questa sua ultima fatica la Maraini ci coinvolge in un dialogo intimo e quanto mai reale con il figlio perduto, che immagina nascere, crescere e diventare uomo.
Una lettura che ci fa entrare in punta di piedi nei pensieri più intimi dell’autrice, che lei stessa ci permette di esplorare, portandoci con sé nelle sfaccettature di ciò che sarebbe stato il suo essere madre, nel suo rapporto con un figlio mai stato figlio, ma che sente più vivo che mai.
E nel fare questo l’autrice attraversa il tempo e la storia, il suo essere dapprima una bambina sveglia e curiosa e successivamente un’adulta riflessiva e una madre mancata.
La condizione femminile, tema da sempre molto caro a Dacia Maraini, è al centro delle sue riflessioni in un excursus storico-letterario sulle ingiustizie subite, sulle sofferenze patite, sulla sete di riscatto e la voglia di essere felici.
Il libro non è lunghissimo ed è scritto a caratteri grandi, quindi è una lettura veloce, ma che vi farà riflettere.



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lunedì 27 aprile 2020

Alessandro Baricco












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sabato 25 aprile 2020

Un e-mail o una e-mail?


MANDO UN E-MAIL O UNA E-MAIL?

Tutti sanno che la parola e-mail, o mail che dir si voglia, deriva dall’inglese electronic mail, ossia posta elettronica.

Ma e-mail è un nome maschile o femminile?


Consultando i vocabolari, per e-mail o mail si intende la posta elettronica oppure un messaggio di posta elettronica. E proprio in questo sta la distinzione tra considerare il nome maschile o femminile.
La realtà è che la questione rimane ancora totalmente aperta.

Se si usa e-mail, o mail, nel significato di ‘posta elettronica’ allora la risposta alla domanda è che trattasi di un nome femminile. Es: Ho ricevuto una mail.

Se si usa e-mail, o mail, nel significato di ‘messaggio di posta elettronica’, allora lo si deve considerare come nome al maschile. Es. Ho ricevuto un mail.

Di certo il plurale di mail è senza la s finale. Es. Ho ricevuto le tue mail.


Curiosità:

Ci sono diversi modi per scrivere e-mail, mail, eMail, Email, E-mail. Nella versione del 2011 dell’Aces, un workshop statunitense dedicato ai correttori di bozze e agli editor, è stata annunciata la cancellazione ufficiale del trattino: dunque, d’ora in poi in inglese sarà email. In italiano le forme oscillano ancora: e-mail, email, e mail. In rete prevale decisamente la forma senza trattino.





Fonti: Pubblicazioni di Elisabetta Perini - Pubblicazioni di Laila Cresta - Vocabolari della lingua italiana - Wikipedia - grammaticaitaliana.eu - Articoli vari.

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mercoledì 22 aprile 2020

Il rifugio di Linda Bertasi


Linda Bertasi

Un amore senza tempo

Editore: Independently published (19 marzo 2020)
Genere: Romanzo Rosa (Paranormal)
N° pagine: 356

Anna ha diciassette anni e si sta recando a trovare il padre nella sua meravigliosa villa settecentesca per trascorrervi le vacanze estive. L’idea di trovarsi nella fredda Inghilterra, sola e senza amici, la intristisce, ma il giorno del suo compleanno scoprirà un vecchio diario, chiuso in soffitta. Appartiene a Marianne Beaufort, la contessa che visse in quella stessa tenuta più di duecento anni prima. Sempre più avvinta dalle parole del passato, Anna si ritroverà protagonista di un viaggio che corre sul filo del paranormale, dominato dai viaggi temporali. Ma non sarà sola in questa avventura: Rob, un misterioso vicino, sembra credere alla sua storia pazzesca e volerla aiutare. Cos’è accaduto realmente a Marianne Beaufort? Perché Anna fa continui viaggi nel tempo? Cosa si nasconde in quella villa dominata da sussurri, rumori e strane presenze? Un mondo nuovo sta per esserle svelato, destinato a infrangere ogni sua credenza. Il passato può essere riscritto? E l’amore può valicare le porte del tempo?


La mia opinione
Ho letto questa storia senza tempo nella sua prima edizione e ora la Bertasi ce la ripropone in versione restaurata e riveduta. A mio parere c’era ben poco da migliorare, perché questa è una storia che ti cattura e ti appassiona fin dalle prime pagine. Una storia d’amore che arriva dritta al cuore attraversando il tempo e lo spazio. 
Con la sua scrittura inconfondibile, dolce ed elegante, Linda ci fa sognare, ma allo stesso tempo ci tiene con il fiato sospeso per l’alea di mistero che avvolge le atmosfere, quasi magiche, e i personaggi, sempre ben delineati. 
Per gli amanti del genere, questa è una storia dalle emozioni senza tempo; un amore da leggere tutto d’un fiato. 
Consigliatissimo!


Trailer Cover

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martedì 21 aprile 2020

Seneca










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domenica 19 aprile 2020

Una gran voglia di vivere di Fabio Volo


UNA GRAN VOGLIA DI VIVERE
Fabio Volo

Avevamo tutto per essere felici, ma non riuscivamo a esserlo.

Editore: Mondadori (Ottobre 2020)
Collana: Novel 
Genere: Narrativa Contemporanea
N° pagine: 199

"Svegliarsi una mattina e non sapere più se ami ancora la donna che hai vicino, la donna con cui hai costruito una famiglia, una vita. Non sai come sia potuto accadere. Non è stato un evento, una situazione, un tradimento ad allontanarvi. È successo senza esplosione, in silenzio, lentamente, con piccoli, impercettibili passi. Un giorno, guardando l'uno verso l’altra, vi siete trovati ai lati opposti della stanza. Ed è stato difficile perfino crederci".
Quello di Marco e Anna sembrava un amore in grado di mantenere le promesse. Adesso Marco non riesce a ricordare qual è stata la prima sera in cui non hanno acceso la musica, in cui non hanno aperto il vino. La prima in cui per stanchezza non l'ha accarezzata. Quando la complicità si è trasformata in competizione. Forse l'amore, come le fiamme, ha bisogno di ossigeno e sotto una campana si spegne. Forse, semplicemente, è tutto molto complicato. Il libro di Fabio Volo è il racconto di una crisi di coppia e del viaggio, fisico e interiore, per affrontarla. Un romanzo sincero, diretto, che sa fotografare le pieghe e le piccole contraddizioni dei nostri rapporti.

La mia opinione
È il primo libro di Fabio Volo che leggo. Ho comprato questo romanzo perché ero stanca di sentire opinioni contrastanti, spesso negative; volevo farmene una mia. Ho pensato che se sono quasi vent’anni che scrive, sfornando 11 titoli, tutti pubblicati con Mondadori e vendendo milioni di copie… bè, forse ha ragione lui.
Cosa mi aspettavo? Una storia moderna dalla scrittura semplice e scorrevole.
Cos’ho trovato? Esattamente questo.
Non dice nulla di nuovo e lo dice in un modo genuino e diretto, proprio come è lui (che piaccia oppure no!). È la prospettiva di una crisi di coppia vista attraverso gli occhi del protagonista maschile, facilmente identificabile nello stesso Fabio Volo. ­­­Marco, così si chiama, mette a nudo i propri sentimenti e si ritrova a fare i conti con le proprie debolezze, i contrasti e forse per la prima volta con la vita vera fatta di problemi, solitudine e voglia di scappare.
A mio parere il vero, grande difetto di questo libro è il prezzo: 19,00 euro per meno di duecento pagine scritte in un carattere grande e in carta a filigrana grossa, mi sembrano davvero troppi.
Il libro si legge velocemente, ma altrettanto velocemente si dimentica. Forse non il suo miglior libro; magari, un giorno, leggerò anche gli altri per scoprirlo.
Sono comunque contenta di averlo letto: ora ho una mia personale opinione su questo autore.


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mercoledì 15 aprile 2020

Il tempo delle farfalle di Julia Alvarez


IL TEMPO DELLE FARFALLE
Julia Alvarez
 La storia delle sorelle Mirabal, cui è dedicata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

Editore: Giunti Editore (Ottobre 2019)
Collana: Y
Genere: Narrativa Contemporanea
N° pagine: 421

La storia delle quattro sorelle Mirabal - nome di battaglia Las mariposas - passate alla storia come le eroine della lotta di liberazione domenicana contro la terribile dittatura del generale Trujillo e assassinate in un'imboscata. Nate in una famiglia benestante e colta, le quattro ragazze rimasero sempre legate da un affetto complesso e profondo, nonostante le notevoli diversità di indole e di destino: la ribelle Minerva sceglie giovanissima di essere l'avvocato degli oppressi, Patria la devota arriva alla guerriglia per le vie imperscrutabili della fede religiosa, la frivola e romantica Maria Teresa si impegna nella causa per amore, mentre Dedé, l'unica sopravvissuta e la meno incline all'impegno politico e alla rivolta, narrando molti anni dopo la loro polifonica storia, si riunisce finalmente e senza riserve alle sorelle. Nel 1999, in onore delle sorelle trucidate.

Opinione
Ho comprato questo libro per caso il 25 novembre; ‘proposto dalla libraia per pubblicizzare l’ultimo arrivato’, penso. Lo leggo dopo un paio di mesi senza alcuna aspettativa, ma con la curiosità di conoscere storie di donne coraggiose.
Siamo nella Repubblica Dominicana negli anni ’50, al tempo della terribile dittatura di Trujillo. E' la storia romanzata (l'autrice lo dichiara apertamente) delle quattro sorelle Mirabal, che con la loro fragilità - tanto da meritare il titolo di las mariposas, le farfalle - diventano eroine per essersi ribellate alla dittatura che le ha assassinate il 25 novembre 1960. Nel 1999, in onore delle sorelle trucidate, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite designo il 25 novembre quale Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. 
La narrazione inizia con la voce dell'unica sorella sopravvissuta, che in un misto di rimpianto e orgoglio, tiene viva la memoria delle sorelle dimostrando al mondo la loro forza nella lotta di resistenza clandestina per la liberazione del Paese. L'autrice, a capitoli alterni, dà voce a ognuna delle sorelle, che raccontano la loro storia fino agli ultimi giorni; a mio avviso, scelta azzeccata, così da alternare stili e linguaggi differenti. 
E' un libro che tocca il cuore del lettore; una storia di coraggio al femminile, sicuramente poco conosciuta e che meriterebbe di essere letta. Ve lo consiglio.

venerdì 10 aprile 2020

Il Racconto dell'Ancella - I Testamenti di Margaret Atwood

       IL RACCONTO DELL'ANCELLA - I TESTAMENTI
Margaret Atwood

Editore: Ponte alle Grazie (2019)
Collana: Scrittori
Genere: Fantascienza
N° pagine: 398 (Il racconto dell’ancella) - 502 (I testamenti)


Il racconto dell’ancella: In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Gilead: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

I testamenti: «Il nostro tempo insieme sta per cominciare, mio lettore. Può darsi che vedrai queste pagine come un fragile scrigno da aprire con la massima cura. Può darsi che le strapperai o le brucerai: con le parole accade spesso». Hai fra le mani un'arma pericolosa, caricata con i segreti di tre donne di Gilead. Stanno rischiando la vita per te. Per tutti noi. Prima di entrare nel loro mondo, forse vorrai armarti anche di questi pensieri: «La conoscenza è potere». «La Storia non si ripete, ma fa rima con sé stessa»


La mia opinione
Ho comprato I testamenti e, ovviamente, non sono potuta uscire dalla libreria senza aver preso anche il prequel: Il racconto dell’ancella. I due libri, a mio avviso, non possono essere letti separatamente, per il finale aperto del primo, che lascia troppe cose in sospeso, e per la crescente sensazione di rivalsa che quasi fino alla fine rimane solo una sensazione. Il lettore meritava un seguito e l’autrice decide di concederglielo a distanza di oltre trent’anni.
La Atwood cattura il lettore poco a poco, con il suo ritmo lento e, proprio per questo, inquietante.
Per riuscire ad entrare appieno nella storia ho dovuto sforzarmi di superare due ostacoli, che nella fase iniziale mi sembravano insormontabili: il primo è l’ambientazione. Ci ho messo diverse pagine per collocare la storia nel tempo e nello spazio.
Il secondo riguarda la condizione delle donne di Gilead, la loro totale sottomissione all’uomo, il divieto di leggere e scrivere, la mancanza totale di diritti e di ogni libertà (perfino quella di vestirsi o di parlare), la suddivisione in caste, le punizioni atroci per i trasgressori, la procreazione affidata esclusivamente alle ancelle, considerate semplici macchine da riproduzione, senza un’anima, senza una vita, senza alcun futuro da meritare.
Superati questi due ostacoli, la lettura decolla, perché aleggia il seme della ribellione, perché sotto la superficie di questo mondo, falso e forzatamente perfetto (non così lontano dal mondo reale), esiste una perversione che emerge in tutta la sua prepotenza. Quindi il lettore si aspetta che qualcosa cambi prima o poi; deve essere così!
Ne I Testamenti il ritmo, gestito attraverso la testimonianza di tre donne, è da subito più incalzante; c’è un momento preciso in cui il lettore si anima, all’inizio della storia, in cui il seme della ribellione emerge in tutta la sua potenza, soprattutto perché il pensiero arriva da Zia Lydia, la leader indiscussa della dottrina gileadiana; pensiero che formula ben prima di diventare una Zia, anzi LA Zia: “Rifarò i conti con voi. Non importa quanto tempo servirà e quanta merda dovrò mangiare nel frattempo, ma ci riuscirò.”

Sono molto curiosa di vedere la serie tv ispirata alla storia, The Handmaid’s Tale.
Due libri che non possono mancare nella biblioteca di ogni lettore. Da leggere assolutamente.

domenica 5 aprile 2020

La bambina e il nazista di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli


LA BAMBINA E IL NAZISTA 
Franco Forte e Scilla Bonfiglioli

Editore: Mondadori (gennaio 2020) 
Collana: Omnibus 
Genere: Romanzo storico 
N° pagine: 312 

Germania, 1943. Hans Heigel, ufficiale di complemento delle SS nella piccola cittadina di Osnabrück, non comprende né condivide l'aggressività con cui il suo Paese si è rialzato dalla Prima guerra mondiale; eppure, il timore di ritorsioni sulla propria famiglia e la vita nel piccolo centro, lontana dagli orrori del fronte e dei campi di concentramento, l'hanno convinto a tenere per sé i suoi pensieri, sospingendolo verso una silenziosa convivenza anche con le politiche più aberranti del Reich. Più importante è occuparsi della moglie Ingrid e, soprattutto, dell'amatissima figlia Hanne.
Fino a che punto un essere umano può, però, mettere da parte i propri valori per un grigio quieto vivere?
Hans lo scopre quando la più terribile delle tragedie che possono capitare a un padre si abbatte su di lui, e contemporaneamente scopre di essere stato destinato al campo di sterminio di Sobibór.
Chiudere gli occhi di fronte ai peccati terribili di cui la Germania si sta macchiando diventa d'un tratto impossibile... soprattutto quando tra i prigionieri destinati alle camere a gas incontra Leah, una bambina ebrea che somiglia come una goccia d'acqua a sua figlia Hanne.
Fino a che punto un essere umano può spingersi pur di proteggere chi gli sta a cuore? Giorno dopo giorno, Hans si ritrova a escogitare sempre nuovi stratagemmi pur di strappare una prigioniera a un destino già segnato, ingannando i suoi commilitoni, prendendo decisioni terribili, destinate a perseguitarlo per sempre, rischiando la sua stessa vita... Tutto, pur di non perdere un'altra volta ciò che di più caro ha al mondo.

Ispirandosi a fatti drammatici quanto reali, Franco Forte e Scilla Bonfiglioli ci trasportano nelle tenebre profondissime di una pagina di Storia che non si può e non si deve dimenticare - soprattutto oggi - mostrando però che persino nella notte più nera possono accendersi luci di speranza, a patto di vincere le nostre ipocrisie e lasciarci guidare dall'unica che ci accomuna tutti: la nostra umanità.


La mia opinione
È un romanzo che scuote le coscienze ed è una lettura che non lascia indifferenti. L’ho letto in due giorni, senza riuscire a staccare mai il pensiero dalla storia. La commozione tocca livelli profondi, al pari della rabbia, che tocca vette sconfinate, per il senso di impotenza e di umiliazione che bucano lo stomaco.
Ammetto di aver dovuto interrompere la lettura in più occasioni, perché questo bellissimo romanzo fa male, fa arrabbiare e fa piangere. Dietro queste emozioni c’è la lucida consapevolezza, che pur nella narrazione letteraria, gli orrori raccontati attraverso gli occhi frustrati di un ufficiale delle SS, sono successi realmente. Dietro ad ogni bambino indifeso, dietro ad ogni corpo scheletrico, dietro ad uno sguardo smarrito o a una testa rasata c’era una storia da raccontare, un’anima, una vita.
Un romanzo che ti tocca nel profondo. Da leggere, per non dimenticare, mai!