domenica 21 giugno 2020

Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano



IL RUMORE DEI TUOI PASSI
Valentina D’Urbano



Editore: Longanesi (10.02.2012)
Collana:
Genere: Narrativa contemporanea
N° pagine: 319


In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.


La mia opinione

Siamo all’inizio degli anni ’80, alla periferia di una grande città, in un quartiere chiamato la Fortezza.
Il libro, uscito qualche anno fa, racconta il degrado della periferia, dove non entra nemmeno la polizia; racconta di violenza domestica, di case occupate abusivamente, di giornate passate al bar senza far niente, di vite già perse. Luoghi dove si diventa grandi molto presto, dai quali si tenta di scappare, il più delle volte senza riuscirci.


Non voglio cucirmi addosso l’odore stantio degli androni bui, non voglio respirare la sporcizia di queste strade, non rimarrò qui a guardare questi palazzi bianchi infilzati dalle antenne abusive, con l’intonaco che si disfa, si sbriciola, cade a pezzi come certe vite. […] Lascerò indietro dei pezzi di me, e non raccoglierò nemmeno i cocci che perderò per strada.


La storia è raccontata in prima persona da Beatrice. Lei e Alfredo si conoscono fin da bambini, tutti li chiamano ‘i gemelli’, ‘perché a forza di stare insieme erano diventati identici, sputati, come due gocce d’acqua’. Mangiano insieme, dormono insieme, crescono e diventano grandi in fretta senza mai separarsi. Il loro è un legame indissolubile che resiste al tempo, alle violenze, al mondo che li circonda; resiste nonostante loro.


Io non avevo mai odiato nessuno come odiavo lui in quel momento. E non avevo mai amato nessuno come sentivo di amare lui in quell’istante.


La storia inizia dal suo epilogo; al lettore viene svelato fin dalle prime pagine quale sarà la conclusione di quel legame sporco e selvaggio, eppure purissimo e reale, che a vent’anni ti porta a essere già stanco della vita e con la sola voglia di scappare ovunque pur di andare più lontano possibile da lì.
Questo è un libro crudo e crudele, sincero e autentico. Una storia così non si inventa, devi averla vista passare davanti agli occhi. 
Molto brava Valentina D’urbano, che dopo un paio d’anni, è uscita con ‘Alfredo’, la stessa storia ma raccontata dalla prospettiva maschile dei ‘gemelli’; questa volta sarà lui a raccontare la sua versione dei fatti.
Due libri consigliatissimi; una penna schietta, da tenere d’occhio.
Buona lettura!



Pensai che forse anch’io ero così e che se non lo ero ancora lo sarei diventata. Un giorno mi sarei stufata. Un giorno mi sarebbe passata la voglia di prenderlo a calci per raddrizzarlo. Un giorno non me ne sarebbe fregato più niente, mi sarei rassegnata, e chiudendo gli occhi come facevano quelle persone che aspettavano, l’avrei lasciato andare.




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